mercoledì 21 agosto 2013

Diana Torrieri, attrice di un'altra generazione dal ricordo sempre vivo


Diana Torrieri

Avrebbe compiuto 100 anni in questi giorni l'attrice Diana Torrieri (il suo vero nome era Angela), nata a Canosa di Puglia (Bari) il 13 agosto 1913 (alcune biografie riportano, però, il 9 agosto come data della sua nascita).

Io ho avuto il piacere di conoscerla, e di mai dimenticarla, grazie alla televisione degli ultimi anni Cinquanta e primi anni Sessanta, quando la TV sembrava privilegiare il grande teatro italiano. Ero bambina e la ricordo in un film di Daniele D'Anza Ma non è una cosa seria (tratto dal testo di Pirandello nel 1957) con Gianni Santuccio (era il playboy Memmo Speranza) mentre la Torrieri interpretava Gasparina, proprietaria di pensione, donna umile e sottomessa, insignificante e apparentemente senza attrattive muliebri, che Memmo sposa legalmente ma per finta (per proteggersi dal pericolo di un vero matrimonio) ma che diviene tanto interessante e desiderabile da costringere Memmo Speranza a modificare quel “matrimonio per scherzo” in una unione seria.

Considerata una delle grandi interpreti del teatro italiano del Novecento, Diana Torrieri iniziò a calcare il palcoscenico nei primi anni Trenta con la Compagnia di Paola Borboni e Luigi Cimara (andarono anche negli USA per una lunga tournée).

Si distinse poi nella compagnia di Anton Giulio Bragaglia che ne fece la prima–attrice del Teatro delle Arti di Roma, del quale sarà direttore dal 1937 fino al 1943 (con Bragaglia interpretò, fra l'altro, la parte di Lavinia ne Il lutto si addice ad Elettra di Eugene O'Neill e fu la protagonista de La nuova colonia di Pirandello). Ebbe esperienze anche nelle compagnie di Wanda Capodaglio, Salvo Randone, Tino Carraro, Ivo Garrani, Vittorio Gassman, Elena Zareschi e Memo Benassi (con cui interpretò Spettri di Ibsen, Amleto di Shakespeare e Non si sa come di Pirandello). Nel 1943 entrò nella compagnia dell'Eti recitando ne Il piccolo Eyolf di Ibsen ed in Zio Vanja di Cechov.

Lavorò anche con la Compagnia del Quirino di Roma diretto da Sergio Tofano, e a Milano con Giorgio Strehler.

Durante la guerra, nel 1943, nelle file del Partito d'Azione svolse attività partigiana; nel medaglione dedicato a Diana Torrieri dall'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia è scritto: «La Torrieri era, comunque, impegnata in prima persona nella Resistenza. Militante del Partito d'Azione, nel 1943 entrò come staffetta in una formazione di “Giustizia e Libertà” e, nei giorni della Liberazione, fu ferita di striscio, mentre si trovava vicina al “Piccolo” di Milano, teatro di cui fu anche capocomico.» (http://www.anpi.it/donne-e-uomini/diana-torrieri/)

Nel 1949 l'attrice tentò il suicidio ma riprese ben presto la sua attività teatrale dedicandosi sia a opere classiche sia a testi moderni e rimanendo attiva sulla scena sino alla fine degli anni Sessanta (con qualche partecipazione anche sino agli anni Ottanta). Nel 1952 si dedicò all'organizzazione del Teatro Stabile di Venezia. Tra le presenze teatrali più significative degli anni Cinquanta, vorrei ricordare La vedova scaltra di Carlo Goldoni (1951) con Vittorio Gassman, Mario Feliciani, Mario Scaccia, Raoul Grassilli, Elena Zareschi, Mario Ferrari e Ferruccio Stagni, per la regia di Luigi Squarzina, al Teatro Valle di Roma, e Un uomo da nulla di Luigi Candoni (1953), con Enrico Maria Salerno, Pina Cei, Ivo Garrani e Ottorino Guerrini, che facevano parte della Compagnia del Teatro Stabile di Venezia di Diana Torrieri, per la regia di Gianfrando De Bosio, presentata al Teatro la Fenice di Venezia.

Aveva intanto conosciuto Giuseppe Ungaretti e nella stagione 1956-7 interpretò Fedra di Racine nella traduzione del grande poeta. Fra le sue ultime grandi interpretazioni, sono degne di nota La pietà di novembre di Carlo Brusati (1967) con Giorgio Albertazzi, e Più grandiose dimore di O'Neill (1969), rappresentata al Teatro San Babila di Milano per la regia di Vittorio Cottafavi.

Diana Torrieri si dedicò anche alla prosa radiofonica, amatissima dal pubblico del tempo. Da ricordare: Le tre sorelle di Anton Čechov (1942) con Carlo D'angelo per la regia di Enzo Ferrieri, e L'albergo dei poveri di Maxim Gorkij (1946) con Ruggero Ruggeri per la regia dello stesso Enzo Ferrieri. Nel 1957 si rivelò al suo pubblico radiofonico con Un'attrice allo specchio, confidenze poetiche di Diana Torrieri.

La prosa televisiva RAI svelò il suo viso e le sue interpretazioni, facendola conoscere al grande pubblico. Sono da ricordare: Gli spettri di Henrik Ibsen (1954) con Tino Buazzelli, Giorgio Albertazzi, Romolo Valli e Edda Albertini, per la regia di Mario Ferrero; Il piacere di lasciarsi di Jules Renard (1956) con Tino Bianchi, per la regia di Vito Molinari; Ventiquattr'ore felici di Cesare Meano (1956) con Emma Gramatica, Pina Cei, Luigi Vannucchi, Ivo Garrani e Sandro Tuminelli, per la regia di Claudio Fino; Il litigio di Charles Vildrac (1957) con Armando Francioli, Neda Naldi, Ernesto Calindri, Salvo Randone e Mercedes Brignone, per la regia dello stesso Claudio Fino; Il tunnel (1958), tratto dal dramma in un atto di Mabel Costanduros e Haward Hagg, con Ferruccio Solieri, Nicola Arigliano, Monica Vitti e Franco Volpi, per la regia di Giacomo Vaccari; Tana di ladri (1961) con Carlo Dapporto, Elsa Merlini, Michele Malaspina, Carlo Ninchi e Luigi Cimara, per la regia di Eros Macchi; Marea di settembre di Daphne duMaurier (1963) con Laura Efrikian, Enzo Tarascio e Gabriele Antonini, per la regia di Alessandro Brissoni; Processo a Gesù di Diego Fabbri (1963) con Mariolina Bovo, Mario Feliciani e Nando Gazzolo, per la regia di Sandro Bolchi; Piccole volpi di Lillian Hellman (1965) con Laura Efrikian, Mario Feliciani, Lyda Ferro, Giancarlo Sbragia e Roldano Lupi, per la regia di Vittorio Cottafavi; e infine La donna di fiori (1965), miniserie televisiva con Ubaldo Lai nel ruolo del tenente Sheridan, per la regia di Anton Giulio Majano. Nel 1965-1966 fu Emma Micawber nello sceneggiato televisivo David Copperfield; nel 1969 comparve nel film TV Dal tuo al mio e nel 1979 ne La promessa (interpretava la signora Schrott); nel 1980 partecipò, infine, alla miniserie TV Bambole: scene di un delitto perfetto.

Il cinema non predilesse granché Diana Torrieri; con lei negli anni Quaranta si ricordano quattro film: Il barone di Corbò (1939) – era la madre di Lulù – per la regia di Gennaro Righelli con Enrico Glori, Vanna Vanni, Laura Nucci, Wandina Guillaume e Nino Marchetti; Don Pasquale (1940) – era Zelinda, la damigella di Norina – per la regia di Camillo Mastrocinque con Laura Solari, Armando Falconi, Greta Gonda e Fausto Guerzoni; La primadonna (1943) – era Fanny Agrate – per la regia di Ivo Perilli con Maria Mercader, Annelise Uhlig, Renato Bossi, Romano Calò e Carlo Lombardi; e Incontro con Laura (1945) per la regia di Carlo Alberto Felice e prodotto da Filmservice, con Ernesto Calindri e l'allora ventiduenne Vittorio Gassman (pellicola purtroppo andata perduta). A proposito di questo film, è riportato così nel medaglione dedicato a Diana Torrieri dall'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia: «La pellicola aveva, per così dire, un risvolto resistenziale: era stata finanziata dall'industriale Gino Bonazzi, proprietario di quattordici filande. Improvvisandosi produttore cinematografico, Bonazzi riuscì ad impedire che i suoi operai (utilizzati nel film come comparse), venissero deportati dai tedeschi.» 
(http://www.anpi.it/donne-e-uomini/diana-torrieri/). 
Ha raccontato Diana Bonazzi, produttrice di Filmservice e figlia di Gino Bonazzi: «Nel film, Calindri recitava la parte di un orologiaio, il giovane Gassman era l'amico di sua moglie, interpretata dalla Torrieri.». Un critico del dopoguerra lo definì un film «girato clandestinamente con attori per lo più nuovi allo schermo».

Con il figlio Sergio Velitti, Diana Torrieri girò più tardi il film commedia La duchessa d'Urbino (1957) (diretto insieme a Ruggero Jacobbi) con Paola Mannoni ed Ernesto Calindri; il film storico Il silenzio del mare (1968) con Giancarlo Sbragia, Renzo Ricci e Claudia Giannotti; e il film drammatico La Malquerida (1969) con Lino Troisi e Marcello Tusco. [Sergio Velitti è anche noto per avere presentato nel 1961 “Storia di Pablo” – liberamente tratto dal romanzo Il compagno di Cesare Pavese – al Piccolo teatro di Milano, per la regia di Virginio Puecher, con Angelo Corti, Ottavio Fanfani, Gabriella Giacobbe, Franco Interlenghi, Vittorio Sanipoli, Franco Sportelli ed Enzo Tarascio]

Nel 1968 l'attrice fu inviata di Radio2 per fare un reportage in Brasile: durante il viaggio, sulla nave Augustus, intervistò e registrò dal vivo le parole di due geni della musica brasiliana, Vinicius De Moraes e Dorival Caymmi.

Dal 1991 fu sostenuta dal vitalizio previsto dalla Legge Bacchelli per gli artisti e visse senza venir mai meno al suo impegno democratico. Scomparve a Roma il 26 marzo del 2007 (aveva 93 anni).

è stato così commentato: «Attrice di prosa di notevole reputazione, graziosa, fine, caratterizzata da un sorriso dolce e ambiguo a un tempo, fu tra le prime mattatrici del palcoscenico a essere impiegate in TV fin dal periodo sperimentale. Interprete di ruoli di fine e romantica signora come ne “I Cari Inganni”,“Marea di Settembre”,“Il litigio”, diede comunque ottima prova anche in ruoli fortemente drammatici come quello della madre nel dramma “Gli spettri” di Ibsen e soprattutto in “”Piccole volpi“” a cui prese parte in entrambe le edizioni TV con una magnifica interpretazione del malefico personaggio di Regina Giddens.»
(http://www.mymovies.it/biografia/default.asp?a=6255).

Carlotta Degl'Innocenti nel suo necrologio pubblicato sulla Stampa mercoledì 28 marzo 2007, dal titolo “Diana Torrieri. Grandi interpreti del Novecento. Scompare una Stella”, riporta come si sia detto dell'attrice: «Interprete originale, incisiva nel registro comico e appassionata in quello drammatico, dotata di forte energia comunicativa. […] Nel 1949-50, la Torrieri risale sul palcoscenico accanto a Tino Carraro, lavorando per Giorgio Strehler, uno dei fondatori della moderna regia in Italia. Interpreta opere teatrali d’avanguardia e testi classici: “La macchina infernale” di Cocteau, “Sei personaggi in cerca d'autore” di Luigi Pirandello, “Albertina” di Valentino Silvio Bompiani e “L'annuncio a Maria” di Paul Claudel. […] Continua a recitare in numerose opere affiancando attori e registi di grosso calibro come nell'“Oreste” di Alfieri, accanto a Gassman e la Zareschi nel 1955, in tournée in America del Sud con Sergio Tofano in “Vestire gli ignudi” e “Pensaci, Giacomino!” di Luigi Pirandello […] Nel 1955-56 è inoltre interprete e regista di “Un tram che si chiama desiderio” di Tennessee Williams. […] Sul viale del tramonto, recitato dietro le telecamere, Diana Torrieri, la “signora del teatro”, cede al postmodernismo, condannata anche lei, come altri protagonisti della grande stagione culturale italiana, a ricevere un vitalizio dal governo italiano nel 1991.»
(http://www.fondazioneitaliani.it/index.php?option=com_content&task=view&id=794&Itemid=1)

Si è scritto ancora: «Le possibilità espressive della Torrieri e i toni stessi della sua recitazione trovano però la loro più felice espressione quando possono riversare nell'interpretazione di una figura femminile quei singolari accenti di vigorosa amarezza e di inquietante tensione che le sono congeniali.» [http://www.treccani.it/enciclopedia/diana-torrieri_(Enciclopedia-Italiana)/].

3 commenti:

  1. Noto un... buchino nella pur ampia biografia. Ero bambino, nel 1956, quando conobbi Diana Torrieri. Venne a Fiume, dove recitò in due commedie: La moglie ideale di Praga e La signora delle Camelie di Dumas figlio. Lo accenna (se non ricordo male, in due paginette centrali)nel libro autobiografico di cui purtroppo non ricordo il titolo. Mi venne regalato dal figlio, il Velitti (di cui, peraltro, ho perso le tracce).
    Ho delle immagini di scena, che feci pubblicare sui programmi del Dramma Italiano di Fiume (che ho diretto dal 1997 al 2004). In una foto è insieme a mio padre che all'epoca faceva l'attore. Aveva legato molto con mia madre, la suggeritrice della compagnia.
    Mi ha fatto immenso piacere leggere questo ricordo di Diana, come la chiamavamo a casa, quasi fosse una di famiglia.
    Buone cose,
    suo
    Sandro Damiani

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  2. Bellissimo articolo, veramente completo, mancano solo foto di scena e video. Non si trova nulla in giro sui giornali rivolti al popolino, per i soliti ovvi motivi che la tematica interessa solo a un mondo di gente ormai in via di estinzione.
    al.

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  3. Bellissimo articolo, veramente completo, mancano solo foto di scena e video. Non si trova nulla in giro sui giornali rivolti al popolino, per i soliti ovvi motivi che la tematica interessa solo a un mondo di gente ormai in via di estinzione.
    al.

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